Zootropolis

Andate a vedere Zootropolis: è energetico, originalissimo, divertente, e soprattutto intelligente. Un film per bambini non tutto mossette e vocine, ma anzi imitazione di un trhiller americano vero, con colpi di scena, scenari curatissimi, incantati, e animali in caricature azzeccate. Io sono già pazza di Nick, la volpe, truffaldino ma con l'anima.

Revenant

Shakespeare rinasce in questo film potente, senza precedenti, che dipinge l'anima dell'uomo con i colori cupi di una vendetta, vista attraverso gli occhi di una Natura spettatrice selvaggia e arcaica. Tutto riporta ai fondamentali, ogni cosa si staglia sullo sfondo di un inverno gelido e purificatore: i sentimenti non conoscono sfumature e ambivalenze. Il freddo, la lotta per la sopravvivenza non lo permettono. C’è la fame, c’è il dolore, c’è l’odio, c’è l’amore: è tutto chiaro, tutto riportato alla sua essenza originaria. “L’uomo” si staglia in questo scenario di Natura primordiale e mostra la sua unicità: è animale, bestiale nei suoi istinti primari, ma anche capace di grandezza, di gesti di generosità straordinaria e di intelligenza che gli permette di sopravvivere in un contesto apparentemente senza speranza. Grandissimo Di Caprio, finalmente uomo, padre, occhi limpidi come la neve capaci di esprimere la disperazione che nasce dal dolore e dal bisogno primitivo di sopravvivere. Certo è il desiderio di vendetta che lo sospinge verso la vita, ma i suoi gesti raccontano anche la forza vitale e inesauribile della Natura che lo vuole vivo. E, shakesperianamente, la storia tutta in fondo ci racconta come non esistano buoni e cattivi, ma soltanto il Bene e il Male, e come l’uomo porti su di sé il fardello della responsabilità, unica, di fare la sua scelta.

Irrational man di Woody Allen: la banalità del Bene

In questo ultimo Woody Allen compaiono stereotipi, idee che ricorrono anche in altri suoi film di successo del passato: a partire da Crimini e Misfatti (capolavoro) Woody racconta l’intricato incastro esistenziale che esiste tra male e caso (o fortuna come dicevano i greci antichi). L’originalità di “Irrational man” però è nei due livelli di pensiero che si generano vedendo il film: il primo livello è quello della rappresentazione “letterale” dei fatti. Forse quello meno interessante. Il secondo livello (quello più interessante) è quello simbolico, quello che i fatti, gli accadimenti suggeriscono. Non mi addentro nella trama che svelerebbe troppi dettagli: ma quello che penso è che Woody è grande nel farci riflettere sui “falsi simulacri” che attraggono irrimediabilmente gli innocenti e su come sia facile confondere il bene con il male. Il male di “Irrational man” è tutt’altro che banale, anzi, si incarna in una mente brillante di un professore universitario, un uomo intelligente e affascinante e nasconde le sue ombre cupe e “psicopatiche” dietro una facciata bohemienne fatta di depressioni, spleen e poesia. Ma è “il Male”, quello con la M maiuscola: brilla di luce propria, è apparentemente più seducente del Bene, ma è in realtà una scorciatoia per l’inferno. Woody Allen in definitiva ci racconta come sia più “banale” e prosaica una vita condotta nella moralità, ma anche molto più difficile e come in fondo la “banalità del bene” sia l’unica strada eticamente praticabile.

Birdman di Alejandro González Iñárritu

Sono brutti, sporchi e dannatamente "attori" (utilizzo lo stile linguistico proprio del film) Michael Keaton e Edward Norton, divinamente bravi e in spicco per esercizio di stile e grandezza recitativa su tutti gli altri, ma ottimi anche Naomi Watts e Emma Stone. Un filmaccio senza filtri che racconta la brama, il desiderio quasi carnale di recitare, dell’attore pronto a tutto questa volta non per raggiungere il successo commerciale e hollywoodiano ma per il successo artistico, interpretativo, visionario, esistenziale. Keaton e Norton (personaggi del film) cercano spasmodicamente il confronto con il pubblico (teatrale non a caso), il dialogo con lo spettatore, il dialogo con se stessi, tanto che a un certo punto uno dei due si accorge che per lui la vita vera, la verità sta nell’arte (la recitazione) e e non nella vita. Film bello dentro ma brutto fuori, non commerciale, non convenzionale, newyorkese, e premiato agli Oscar da Hollywood. Incredibile.

Boxtrolls - Le scatole magiche

Boxtrolls si presenta come una aggraziata animazione horror per bambini, ma in verità cerca complicità con un pubblico di adulti fantasiosi, sognatori nostalgici e amanti del vintage. La fiaba infatti possiede una trama tutto sommato semplice, ma si arricchisce di una infinito numero di particolari visivi e grotteschi, curatissimi dal regista, puro artista nel comporre un originalissimo quadro gotico-vittoriano, nell’animare e nell’abbinare musiche e personaggi insoliti e curiosi (come i boxtrolls, simpatici mostriciattoli inventori curiosamente vestiti con scarti di scatole vecchie e abbandonate...). Infine, da non perdere l’incantevole siparietto di Mr./Mdme Archibald Arraffa, gotica cantante drag queen, dal fascino grottesco e visionario. Consiglio: non andate via appena finito il film, e fate attenzione ai titoli di coda...