Avatar

Gli alieni di Cameron sono flessuosi, blu, dotati di intensa bellezza spirituale.
E ci mostrano una possibile via per superare l’eterno conflitto tra uomo e natura. Sì perché i Navi (così si chiama la popolazione aliena del pianeta Pandora) insegnano che per non distruggere la natura non basta provare a rispettarla ma bisogna amarla. E quando dico amarla significa fare (simbolicamente) l’amore con lei. E’ così che si uniscono profondamente (anima e spirito) agli animali di cui si servono per spostarsi, che siano cavalli alieni che draghi volanti.
Il film ricco di effetti speciali, si avvale delle più raffinate techiche 3 D, è emozionante e ricco di azione. Come tutti i film nuovi e sperimentali è anche ricco di trovate a volte un po’ ingenue, la trama non è sempre ben costruita, un po’ macchinoso. Ma vale la pena di essere visto (a parere mio) solo per due motivi: i Navi, invenzione di Cameron, indigeni bellissimi, sensuali ma con volti intensamente spirituali, e l’idea che esprimono attraverso i loro splendidi corpi blu: se non ci innamoriamo anima, corpo e spirito (uno dei tre da soli non basta) della Natura, prima o poi, la tradiremo.

Bastardi senza gloria

Tarantino = violenza, sangue, scalpi, cose che di di sicuro possono infastidire e allontanare (anche me) dal desiderio di guardare il film. Ma le limpide e acute costruzioni dei dialoghi, le due o tre scene cruciali del film, la recitazione di una perfezione cristallina(Christoph Waltz ha vinto il Golden Globe) tiene attaccati allo schermo e vale tutto il film! (tra parentesi: il nazismo è a parere mio un pretesto artistico come gli altri temi per Tarantino, ma riuscire a trasformalo in spunto creativo senza cadere nel penoso o nel grottesco può farlo soltanto un grande regista..).

Tra le nuvole

La vicenda dei massicci licenziamenti in USA dovuti alla crisi economica mondiale è lo sfondo per la svolta verso se stessi di un uomo di mezz’età (Clooney) “tagliatore di teste” e quella di una giovane fanciulla in carriera. Entrambi capiranno che la “conoscenza di sé” è diversa cosa “da quanto si conosce di sé”.
Voli, alberghi, nuvole, e…scoperte.

Il riccio

Una bambina prodigiosamente intelligente una donna con una prodigiosa cultura entrambe accomunate da un inverno dell’anima che cerca il suo disgelo. Un giapponese, presenza simbolica che unirài due destini.
Il disgelo arriverà,inaspettato e non cercato, come tutte gli autentici cambiamenti non importa quando non importa se solo per un attimo.
Attenzione alla lucida e acuta frase finale del film.

La doppia ora

La doppia ora: atmosfera ambigua, opaca e fosca…è proprio questo il suo bello. Non si capisce niente e ci si immerge poco a poco nel mondo di Sonia temendo di non uscirne più...