Lo spazio bianco

Bisogna dirlo subito: Margherita Buy qui supera se stessa. Non so se il motivo è che il personaggio è brusco, pieno di nevrosi e apparentemente scomodo un po’ come si mostra lei, ma non importa perché prende vita come se esistesse davvero. Il film racconta di una donna di mezza età, troppo vecchia per le sofferenze d’amore (citando le sue stesse parole) e troppo giovane per chiudere con l’amore. E’ vera, fino a mostrarsi nuda, in tutti i sensi, fisico e interiore. E anche se ruvidamente riesce a commuovere.

Julie and Julia

la cucina e l’amore (quello per la cucina ma non solo), raccontati con allegria e verosimiglianza da Nora Ephron (regista di C’è posta per te e Insonnia d’amore, e sceneggiatrice di Harry ti presento Sally). Il film racconta due vite parallele di due donne legate da un filo rosso (il cibo e la frustrazione, e il cibo come salvezza). Bella lezione, Meryl Streep è una americana che va pazza per la cucina francese e che è finita a vivere a Parigi: come non poteva diventare una cuoca di successo? E’ strepitosamente brava in un personaggio un po’ ai limiti, per tutto il film ci si chiedere se ci è o ci fa..ma che importa se è riuscita alla fine a ottenere tutto quello che desiderava dalla vita?

Basta che funzioni

Woody Allen e New York..cosa si può volere di più? Woody è tornato a girare nella sua città più amata e questo gli ha dato carica e charme per scrivere una commedia ironica e intelligente, allegra ma non troppo! E tra le righe ci racconta anche la sua poetica del cinema, basta saperlo ascoltare..

L'uomo che fissa le capre

Il film è oltremodo surreale. Sembra di stare dentro alle fantasie di qualcuno che si è fatto un trip. Ma l’effetto dopo averlo guardato tutto, dall’inizio alla fine, è uno “sregolamento” positivo della coscienza. Non si è più così certi che ci siano certezze. E che la ragione ci guidi sempre per la strada migliore. La storia di questo gruppo di “militari hippies” (che è già un controsenso) insegna che a volte bisogna avere fiducia nell’impensabile e che l’impensabile poi accade.

This is it

Come uomo poteva essere discutibile, ma come artista all’opera (il film ripercorre il backstage delle prove per l’ultimo concerto) Michael Jackson era (ed è) da vedere. E incanta.